Questa mattina di fronte alla Camera dei Deputati, a Montecitorio, il collettivo antispecista Rabbia Animale e il movimento ecologista Extinction Rebellion hanno provato ad esporre uno striscione con la scritta “La biodiversità vi vuole disarmati. Stop DDL Caccia” per portare la loro opposizione al Decreto Caccia “sparatutto”, arrivato alla Camera in tempi record dopo la recente approvazione al Senato. Le attiviste sono state subito fermate e identificate dalle forze dell'ordine; una di loro è stata portata via e ha passato due ore in commissariato.
Numerosi sono i punti controversi del decreto, per cui l'Italia rischia una procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea: l'estensione della stagione venatoria, gli spari nella stagione di nidificazione, riproduzione e ibernazione, la liberalizzazione della pratica dei richiami vivi e la trasformazione della figura del cacciatore in quella di un “bioregolatore”, a cui la fauna selvatica viene resa a totale disposizione. Le aziende faunistico-venatorie diventano inoltre istituti con scopo di lucro.
Il provvedimento apre alla possibilità di praticare la caccia in aree demaniali, incluse le spiagge, e in zone attualmente protette, lasciando l'ultima parola alle Regioni. Introduce il divieto di ostacolare l'attività venatoria e modifica le specie cacciabili, aggiungendo oca selvatica, colombaccio e piccione di città. Sul lupo recepisce il declassamento da “rigorosamente protetto” a “protetto”, aprendo a piani di contenimento regionali. Prevede inoltre la braccata al cinghiale sulla neve in determinati casi e indebolisce il ruolo di ISPRA, che perde il precedente ruolo vincolante.
Questi cambiamenti favoriscono i circa 500 mila cacciatori italiani, ma secondo i sondaggi tra il 60 e l'80% della popolazione si dichiara contrario a un ampliamento della caccia. Un sondaggio dell'ottobre 2025 rilevava, in particolare, il 61% di contrari al disegno di legge.
“Il governo apre alla caccia selvaggia, nonostante la chiara opposizione della popolazione italiana, per esprimere un posizionamento politico preciso: quello dalla parte della lobby dei cacciatori, degli allevamenti intensivi e della sperimentazione animale. Chiamiamo alla mobilitazione chiunque non la pensi come loro, invitando a scendere in piazza in ogni città d'Italia.”
Extinction Rebellion aggiunge: “Di fronte all'ennesima ondata di caldo, a un numero crescente di vittime a causa delle temperature elevate e a eventi climatici estremi sempre più frequenti, il nostro governo continua a tutelare gli interessi di pochi a scapito degli ecosistemi e del bene comune. Quando la legge e le istituzioni non garantiscono più protezione, sicurezza e futuro, diventa diritto e dovere delle cittadine e dei cittadini ribellarsi e pretendere il cambiamento.”
